
A Sciallina
La ” Sciallina” รจ un tipico indumento usato dalle donne siciliane di una volta per coprirsi le spalle…Ma per chi รจ cresciuto in questa terra rappresenta qualcosa di piรน … รจ l’abbraccio caldo della nonna ca ti “cummighiava ” proteggendoti dai malanni. E’ un cimelio custodito per risentire quel calore e riavvolgerti nel ricordo di un tempo passato .
La Macchina da cucire Singer
La Macchina da cucire “Singer” รจ il simbolo di un tempo dove tutto si aggiusta ,niente si butta e ciรฒ che รจ troppo usurato per essere aggiustato acquista nuova vita . E’ il tempo dei jeans rattoppati che rendevano un capo comune ,unico perchรฉ quel rammendo lo hai solo tu e quell’unicitร ti rendeva fiera .


A Conca
C’era una volta….
Il braciere per i siciliani era la fiaba …. era il collante della famiglia …l’oggetto attorno a cui ci si riuniva , si raccontano le storie in un tempo non distratto dai social con l’aroma di bucce d’arance che bruciava insieme al lieto scorrere della sera.
” A Maidda“
in italiano a madia, un contenitore ricavato da un unico blocco di legno, di forma rettangolare dove veniva impastato il pane un rituale che si ripeteva ogni quindici giorni ,la figlia femmina, la piรน piccola aveva il compito di andare a prendere il “crescente”(lievito madre)dalla vicina di casa che per l’ultima volta aveva fatto il pane. Il contenitore del lievito madre era condiviso da tutte le famiglie del quartiere e girava di casa in casa per anni per mantenere sempre vivo con le nuove “prese” rigeneranti il suo prezioso contenuto. Il tonfo dei pugni delle massaie ,donne temprate dalla fatica dei tempi era scandito da tempi precisi ,ma il profumo del pane o a “cudduredda” odora di un tempo che non torna piรน….


“U Panaru” rappresenta quello che oggi definiamo ,la spesa a domicilio .Riporta alle strade chiassose e affollate degli ambulanti……al fornaio che gridava alla donna affacciata dal balcone: “Signora calassi u panaru ,ca mettu a vastedda“,tipica forma di pane siciliana .

Tombolo
Filati, gomitoli di lana, di cotone ,di cotone hanno sempre legato la vita delle donne in un antichissimo rituale tutto siciliano. In Sicilia ricamare significava comunitร condivisione …si ricamava per strada davanti le case , dove si condividevano tecniche e anche pettegolezzi …era la vera socialitร e da quelle mani laboriose venivano realizzate opere d’arte che rappresentavano quella che veniva chiamata ” la dote” realizzata per la propria figlia prossima al matrimonio . Mentre le madri e le nonne raffinavano le proprie tecniche a noi bimbe veniva affidato ” u tularu” con una pezzuola per impegnarci in quei lunghi pomeriggi d’estate.
